Placebo: l’occasione mancata
Quello di cui Roma avrebbe potuto godere era un’ottima rock band, un’energica performance dal vivo, la giusta dose di euforia saltellante, un cospicuo numero di persone felici per lo spettacolo di cui avrebbero potuto usufruire. Perché quello dei Placebo a Bologna è stato un concerto vero, forse un po’ avaro di tempo (1 ora e quaranta minuti effettivamente non stati abbastanza..) ma senz’altro intenso. Perché Brian Molko&Company (tra l’altro si è assolutamente notato il nuovo acquisto alla chitarra elettrica a supporto del leader solista) non sono un gruppo che si perde in chiacchiere ( un po’ a malincuore a dirla tutta…).
Loro il pubblico lo ringraziano suonando, e suonando bene. Suonando consecutivamente, offrendo il meglio dell’ultimo lavoro (attaccano proprio con Meds, il brano che dà il titolo all’ultimo cd) e andando via via a ritroso fino a toccare i successi del secondo album,“Without you I’m nothing”, e ( sfortunatamente per i fans più affezionati) saltando in toto il primo lavoro. Ma quello che hanno regalato alle migliaia di orecchie presenti per loro è stato rock, professionalità, audacia, emozioni. E chi l’ha ascoltato ringrazia. Come me.
Che però rimpiange il pensiero di quello che poteva essere un ottimo spettacolo offerto dalla Capitale, che ahinoi è piuttosto carente sotto questo punto di vista. Perché la musica dal vivo si ascolta a Roma, ma non sempre bene. Perché manca una struttura veramente adatta per accogliere le rock stars, e quando viene costruita (vedi l’Auditorium di Santa Cecilia) non è per loro, e che quando vengono artisti del calibro di Madonna e degli U2 ce li andiamo a sentire allo stadio Olimpico, che a dirla tutta non è il massimo, o piucchealtro non è per tutti.
L’occasione è buona anche per le critiche insomma. Se thevoicemag è lo spazio dedicato a Roma, sia anche lo spazio dedicato agli “errori” di Roma. E sicuramente i Placebo non sono né gli U2 né i Rolling Stones, ma sono un gruppo di bravi musicisti, che fanno musica alternativa come pochi, che sono i figliocci di David Bowie, e come dire… al duca bianco è difficile non dare ragione.
In questo caso la colpa non è di Roma (perché quando tutto era pronto per il concerto dei Placebo a Capannelle a luglio, ci si è messo l’infortunio al polso del bassista a guastare la festa a tutti!), ma siamo sicuri che avrebbe potuto recuperare, e non l’ha fatto.
E allora noi siamo per una Roma più eclettica e più aperta alla scena musicale internazionale!
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