La ricetta britannica contro la criminalità: Cctv e Voyerismo

cctv.jpgAppena arrivata in Inghilterra, in preda alla smania di trovare lavoro nel settore dei media, ho iniziato a consegnare curricula a destra e a manca (BBC, Channel 4 e via dicendo…).
Aggirandomi per le stradine umide del Regno Unito, in preda a questa febbre da disoccupazione (…perche’ il cv, signori miei, e’ bene distribuirlo brevi manu, se e’ possibile. Piccolo suggerimento per disoccupati intraprendenti), mi capitava spessissimo di trovare a breve distanza gli uni dagli altri numerosi cartelli di media grandezza con la seguente scritta nera su sfondo giallo: CCTV.
“Devo assolutamente consegnare il curriculum anche qui…ma guarda un po’ quanta pubblicita’! Altro che BBC!” dicevo tra me e me.
In seguito, con l’aiuto di alcune amicizie autoctone e di quel paio di neuroni ancora barricati come hezbollah all’interrno del mio cranio, sono venuta a sapere che le CCTV (Closed Circuit Television) altro non sono che le telecamere a circuito chiuso, tali e quali a quelle che a Roma troviamo fuori o dentro le banche, nei negozi , nei pressi degli edifici pubblici, ecc.
Con una differenza pero’: le CCTV in Inghilterra sono ovunque.
Strade, gallerie, vicoli, palazzi, vespasiani; ovunque c’e uno stramaledetto occhietto elettronico pronto a spiarti.
Alcune di esse fanno bella mostra di se’, senza alcuna vergogna, dai cornicioni dei palazzi; altre si celano subdolamente negli scheletri dei monumenti di recente costruzione (la Clock Tower di Brighton, vicino Londra, ne nasconde circa 70…).
Da circa sei anni il governo britannico ha predisposto tale sistema nella speranza di arginare criminalita’ e vandalismo.
Migliaia di operatori osservano,pezzo per pezzo, vicoli e quartieri, riuscendo a controllare i movimenti della gente zoommando, ruotando o passando da una telecamera ad un’altra per cambiare punto di vista.
In pratica un ‘montaggio’ in diretta della vita che scorre nelle strade inglesi, a qualunque ora del giorno e della notte.
Scenario un po’ alla Orwell di ‘1984’: quindi inquietantissimo.
C’e’ un film scozzese, che ha avuto molto riscontro nel Regno Unito, anche grazie al successo ottenuto durante lo scorso Festival di Cannes (premio della giuria): ‘Read Roads’, dove la storia si snoda appunto all’interno del mondo delle CCTV e degli operatori che le controllano.
La BBC trasmette anche un programma, ‘”Crimewatch”, in cui vengono sfruttati tutti I filmati piu’ cruenti, catturati dalle CCTV, per lanciare appelli e ‘”taglie’ contro i criminali che ne sono protagonisti.
Personalmente(e qui credo che I miei 2 neuroni guerriglieri si faranno esplodere) non credo che le CCTV risolvano il problema criminalita’ e tanto meno lo limitino.
I criminali professionisti, quelli ‘’con la laurea’, sanno benissimo come aggirare I mille occhi puntati su di loro; tanto meno penso servano a sventare furti o violenze… tutt’al piu’ si puo’ risalire al volto di uno stupratore, ma questo non gli impedisce di fare il suo porco disgustoso comodo.
Ritengo che I rimedi per una societa’ malata andrebbero ricercati alla radice dei problemi e degli scontri in seno ad essa…(BOOOMMM!!!!….ecco,.. sono andati anche gli ultimi 2…)
Comunque quando vivevo a Roma ero solita uscire di casa con il primo straccio pulito, trovato fortunosamente in un angolo della mia stanza, capelli sporchi e…tanta simpatia…
Al di fuori di qualche evento particolarmente impegnativo, tipo non so: un colloquio di lavoro o l’uscita in edicola di Vanity Fair il giovedi’, niente e nessuno mi avrebbe impedito di preservare il mio anonimato un po’ straccione alla Patty Smith.
Da quando vivo ad ‘Anglolandia’ la mia vita e’ cambiata; addio capelli rancidi, addio pantaloni double face (‘double face’ sta per: pigiama in casa e tuta fuori casa). Ora mi trucco, mi lavo e mi pettino anche solo per prendere un caffe’; perche’ qui ,un piede fuori casa e sei in onda…

Condividi su Facebook

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento