Gay Pride a Gerusalemme… E’ tutto vero!
E’ tutto vero, dopo tanta attesa, all’incirca tre anni, per la prima volta il movimento omosessuale israeliano insieme con gli organizzatori del Gay Pride, l’associazione “Jerusalem Open House” ha ottenuto l’autorizzazione per lo svoglimento della manifestazione a Gerusalemme.
L’autorizzazione è stata concessa e datta dalla polizia di Gerusalemme, attraverso una lettera che tende a sottolineare che non sarebbe stato possibile fare altro, data l’esistenza di una sentenza della Corte Suprema che ne autorizza lo svolgimento.
Ma non sarà tutto così semplice, l’autorizzazione che è stata concessa è un autorizzazione preliminare e non ufficiale, e visto i precedenti, l’associazione ‘Jerusalem Open House’ non si sbilancia nell’esultare, dati i tanti rinvii degli scorsi anni, dovuti soprattutto alle reazioni delle comunità ebraica ortodossa, cristiani e mussulmani che lanciarano una campagna molto forte per boicottare l’evento, ove ci furono molti momenti di tensioni con scontri anche violenti.
Inoltre il capo delle forze dell’ordine Ilan Franco, nella lettera mandata agli organizzatori del Gay Pride, ha voluto sottolineare che bisognerà determinare in accordo con le prove disponibili e l’intelligence, alcune restrizioni per l’evento, la sua ubicazione e la sua organizzazione.
Attendiamo di sapere, se e quando si svolgerà il Gay Pride a Gerusalemme e l’arrivo dell’autorizzazione ufficiale.
Nel frattempo, in Italia, il prossimo Gay Pride si svolgerà il 16 giugno 2007 nella Capitale, dove non mancano le polemiche, le prese di posizione da parte di politici e non solo.
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[...] Mentre a Gerusalemme la data del Gay Pride (vedi articolo dejavoice.it) ancora non è stata stabilita e ancora le sorti della manifestazioni non sono chiare, la situazione è ben diversa in Italia, dove il 16 giugno 2007 si svolgerà a Roma il Gay Pride. Dell’evento, molto importante per la comunità gay romana e nazionale, la stampa e la televisione ne parla in continuazione, molte le istituzioni, i politici e i personaggi della televisione che hanno deciso di aderire al Gay Pride 2007, molte le polemiche, inutile pensare che non ci siano grandi polemiche da parte della Chiesa e della politica. Alla manifestazione hanno dato la loro adesione il partito dei DS insieme con il segretario Fassino che saranno oresenti con una propria delegazione, ma con qualche “riserva”, riserve che hanno fatto scatenare molte polemiche con la frase detta dal segretario del partito Piero Fassino: «I Ds aderiscono, come sempre hanno fatto, al Gay Pride, perchè quella è una manifestazione che denuncia le discriminazioni a cui spesso sono sottoposti gli omosessuali, richiedendo diritti e tutele. Ma partecipare al Gay Pride non implica aderire alla sua piattaforma politica». La frase, espressa in un intervista del mensile Pocket, ha suscitato sconforto ai membri del Coordinamento Nazionale Roma Pride 2007, Cristian Ballarin, Aurelio Mancuso e Rossana Praitano, che hanno risposto: “Apprendiamo con incredulità e stupore che Piero Fassino ha dichiarato che i Democratici di Sinistra aderiranno al Roma Pride 2007, ma non alla sua piattaforma politica. Siamo ormai alla schizofrenia assoluta! Ci spiega l’onorevole Fassino su quale di queste tre parole non si ritrova? : ‘Parità, Dignità, Laicità’? Ci ragguaglia il segretario dei DS su quali dei punti programmatici contenuti nella piattaforma unitaria del Pride nazionale non si riconosce? Non si aderisce ad un Pride soltanto perché le persone omosessuali sono discriminate, ma perché si è d’accordo sulla necessità che anche in Italia siano riconosciuti, come in tutti i paesi europei, diritti e tutele alle persone lgbt. Chiarisca Fassino, innanzi tutto a se stesso e al suo partito, su quale versante vuole stare: con le politiche promosse da tutti i governi della sinistra europea o con la destra americana? (perché quell’europea è ben più avanti del centro sinistra italiano).” Praitano, che oltre essere membro del Coordinamento per il Pride 2007 è anche il Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma ha aggiunto che vede Fassino “stretto tra il nuovo inginocchiatoio di Rutelli, il cilicio della Binetti e i vari sepolcri imbiancati del futuro Partito Democratico”, per Praitano “si tratta di un’affermazione assolutamente insensata dal punto di vista politico. Gli ricordiamo che il Pride, per il movimento gay, lesbico e trans, è la manifestazione politica per eccellenza e quindi aderendo a questa è automatico lo sposarne anche la piattaforma politica e le rivendicazioni. Forse, prima di fare dichiarazioni così nette, avrebbe dovuto informarsi, magari facendo un giro di telefonate tra le varie sezioni, sentendo alcuni esponenti del suo partito, magari la Sinistra Giovanile ed anche Gayleft: molti hanno infatti aderito, come è ovvio che sia, non solo al Pride ma anche alla piattaforma rivendicativa. Sorge spontanea quindi la domanda: a nome di chi sta parlando? Speriamo non a nome della Ministra Pollastrini, che recentemente ci ha concesso il patrocinio, e che in quanto titolare di un ministero delle Pari Opportunità non può non condividere lo slogan politico: Parità, Dignità, Laicità.” Staremo a vedere i risvolti della vicenda nei prossimi giorni. [...]