Cicloturismo…”slowtourism”

cicloturismo.jpgMa quelli sono pazzi!….Siate sinceri, chi non ha mai detto questa esclamazione al vedere sotto lo scoppio del sol leone i turisti carichi di bagagli pedalare in bici lungo le nostre coste o le nostre strade provinciali?

Eppure a forza di vederli è venuta anche a noi la voglia di provare a fare una vacanza diversa dal solito e dalle solite comodità… Ci si porta con sé il minimo indispensabile, si fanno i giusti accorgimenti alla bici scelta da noi, si seleziona la giusta compagnia e si è pronti a salire sul sellino… possibilmente comodo e ben ammortizzato. Questo è il cicloturismo o meglio lo “slowtourism”, un nuovo modo di fare le vacanze facendo sport, socializzando, riscoprendo la natura e i bei paesaggi che ci circondano, lasciando a casa la frenesia della vita quotidiana e pedalando per il piacere di farlo e non per competizione.

In Italia lo slowtourism non esiste come al centro e nord d’Europa, o in Olanda, in Germania e nei Paesi Scandinavi una vera e propria rete Cicloturistica Nazionale, ma molti paesi del nord Italia ci stanno provando a costruirla e proprio per questo si stanno iniziando ad attivare vari siti internet che permettano di trovare moltissimi itinerari dedicati al turismo en plein air su due ruote.
Il primato tra le regioni italiane all’avanguardia per il numero di piste ciclabili va sicuramente al Trentino, con una rete di 303 chilometri percorribili che copre quasi tutto il territorio, è la regione che offre il maggior numero di possibilità ai cicloturisti.
Ogni percorso è dotato di un specifica segnaletica con tabelle informative in legno che riportano indicazioni di carattere storico, culturale e ambientale dei luoghi attraversati, simboli e colori specifici per un’immediata identificazione delle aree. I singoli tragitti si differenziano poi per lunghezza, dislivello e difficoltà. Ma anche le altre regioni d’Italia, come Lombardia (è possibile percorrere 286 Km da est a ovest), Piemonte (tre importanti ciclostrade e molti percorsi, non asfaltati, ma facili, all’interno di parchi), Umbria, Sicilia, Lazio e Sardegna propongono itinerari, spesso molto belli, da percorrere su due ruote, anche se non sempre si tratta di ciclopiste o tratti attrezzati per le due ruote, bensì di strade secondarie e provinciali a bassa densità di traffico.

Vi abbiamo convinto a provare questa nuova esperienza del cicloturismo? Allora vi basterà conoscere solo questi ultimi pochi accorgimenti e sarete pronti a partire anche voi…
Le ruote devono essere sufficientemente robuste, ai tubolari sono preferibili i copertoni con camere d’aria che facilitano le operazioni in caso di foratura; i freni migliori sono i “cantilever” o i “V Brake”; il manubrio più comodo è quello classico delle mountain bike, ma quello lo potete scegliere in base alle vostre esigenze; la sella deve essere confortevole ma non troppo ingombrante e molleggiata; il portapacchi, indispensabile, deve essere robusto e ben fissato al telaio; i parafanghi migliori sono quelli in resina che sono più resistenti ai fenomeni atmosferici e sono più leggeri; i fanali e i catarifrangenti sono obbligatori per legge in Italia e in tutti i paesi europei.

Per quanto riguarda l’alimentazione dovete fare una colazione ricca, un pasto leggero a pranzo, qualcosa di leggero e nutritivo a metà pomeriggio e a cena potete pure rigenerarvi con un abbondante pasto affidandovi alla gastronomia locale. Non dimenticate di bere molto durante le pedalate e di reintegrare i sali minerali persi.
Siete pronti?
Buon viaggio allora!

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