Voglia di estate…

Ed eccolo subito il secondo post sul meteo…che nasce da un’esigenza, o meglio, da un grido che a un certo punto dell’anno sentiamo dentro di noi e che chiede a gran voce: “mare, mare, mare!!” o almeno sole, caldo ovunque sia. Bene. Sacrosanto. Il grido lo sento anch’io, anche adesso, ma con un asciugamano cerco di soffocarlo per non permettergli di ricordarmi che la trilogia vacanze-sole-riposo è da me molto lontana.
A volerla dire tutta, mentre il caldo sta attanagliando l’Italia, quest’anno Bruxelles ci sta regalando più giornate di sole e un clima più mite rispetto agli scorsi anni, ma per smentire la schizofrenia del meteo belga, non è detto che una bella giornata di sole come quella di oggi finisca come è iniziata (proprio adesso mentre scrivo nuvole, per fortuna bianche e rade, appaiono all’orizzonte).
Ebbene il mio motto, e quello di molte altre persone, è diventato nel corso di questi due anni e mezzo: “l’importante è crederci!” e sulla base di questa ferma convinzione spesso e volentieri ho fatto le mie scelte…pagandone anche le conseguenze.Ma in fondo è comprensibile, quando ti alzi tutte le mattine e fiduciosa scosti la tenda sperando che quella tiepida luce che arriva da fuori sia solo frutto del tutto occhio ancora appannato e non dell’effetto delle nubi davanti al sole e inevitabilmente la coltre grigia si para davanti ai tuoi occhi, ti vesti, metti la tua giacchetta e nel corso della giornata chiami a casa e giustamente, perché siamo in estate, ti dicono che  fa un caldo cane o che si stanno godendo una bella giornata di mare il nervosismo sale. E allora mediti vendetta, e giuri che, qualunque cosa succeda, tu il prossimo fine settimana te lo godrai come se fosse veramente estate anche qua.
Cosi abbiamo fatto con degli amici l’”estate” scorsa. Armati di tanta buona volontà, costumi, asciugamani, immancabile pallone e al grido di “mare sempre e comunque” siamo partiti alla volta della costa belga, pronti a passare una giornata al mare suggellata da un aperitivo pomeridiano a base di Mojito. Siamo arrivati, belli contenti, e, sotto un cielo pronto a farcela pagare, abbiamo preso i nostri bei lettini, e qualche temerario, me compresa, sbronzato dalla gioia di quell’occasione, ha anche osato fare il bagno in un’acqua che a colpo d’occhio era un tutt’uno  col grigio del cielo, della sabbia e dei palazzi. Ci stendiamo a far finta di prendere il sole ed eccola la prima gocciolina che ti arriva a dosso, ma figuriamoci, sarà solo una sensazione, ed ecco la seconda e la terza e alla fine il temporale…
Saltato ovviamente anche il mojito sulla spiaggia, ce ne siamo tornati in quel di Bruxelles non con spirito avvilito ma con fare, a dire il vero, anche piuttosto soddisfatto e sempre più convinti, almeno io, che se è estate, lo è anche qua, e che per viversela non serve avvilirsi ma crederci.

Condividi su Facebook

Nessun commento

Non c’è ancora nessun commento.

Comments RSS TrackBack Identifier URI

Lascia un commento