La Crus: Come ogni volta – da Dentro me (1997)

Ci sono canzoni che SEMBRANO.

Ce ne sono alcune che SEMBRANO ESSERE.

Ce ne sono altre che SONO e non se ne può dire più nulla.

Ce ne sono altre che si aprono lentamente, come se fosse il vento a scoprirle.

Ci sono anche canzoni – non capita spesso, ma quando capita è VERO – che indicano una direzione, illuminano un passaggio, scoperchiano una botola.

Come ogni volta è una di queste.

Sembra una semplice canzone d’amore. Il ritornello, la ripresa, l’ultima strofa, sono un omaggio: la rosa e le parole che la accompagnano. Ma non si tratta della prima rosa, la rosa del corteggiamento, fin troppo prevedibile, fino troppo facile da regalare: è la rosa non dovuta, inaspettata, quella che impreziosisce gli scrigni e rende uniche le collezioni.

Ma la prima strofa di Come ogni volta è abitata dalla nostalgia. Anzi, dalla contemplazione della nostalgia : « Sei le sbarre al mio silenzio/ Sei il nemico andato via/ Mille volte l’unica poesia /Sei la cella e il prigioniero/ L’illusione che cadrà/ Mille volte l’unica realtà ».

Sembra quasi di sentire parlare Amleto dal suo letto di morte, dove non è mai arrivato: sembra quasi il suo tentativo di prendere commiato dalla vita. Non c’è pentimento, non c’è indulgenza, forse non c’è nemmeno dolore – Amleto è troppo universale, non gli interessano queste emozioni, sono troppo semplici, certamente troppo umane – ma solo nostalgia.

Amleto non è solo: parla con Ofelia, anche se Ofelia non c’è, perché Amleto, dopo averla ammonita di conventi (le sbarre, il silenzio, la cella e il prigioniero), l’ha sconvolta e l’ha « destinata », nel senso che si è fatto artefice del suo destino. Lui che sapeva di essere predestinato, lei che sperava di non esserlo.

Pur avendola sacrificata, Amleto sta dicendo ad Ofelia che l’ha amata, non « Come ogni volta », ma per l’unica volta.

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6 commenti

  1. Commento di Gbor on 28 Luglio 2009 09:21

    non conoscevo questo tuo lato psico-emotif!!!!

  2. Commento di Federico on 28 Luglio 2009 09:48

    Leggo con piacere che le esperienze passate, teatrali o non, sedimentano in te e riescono al momento necessario. Bel pezzo!. Non sono troppo pratico del sito, ma non sarebbe male se accanto all’impressione del recensore ci fosse la possibilità di ascoltare il brano o un link di rimando. Ma forse ci sarebbero problemi coi diritti….in gamba e un abbraccio!
    Fede

  3. Commento di Alessandra on 28 Luglio 2009 12:19

    Ciao Federico, in questo articolo abbiamo effettivamente avuto un problema con un link sbagliato, ma per ascoltare la canzone in tutti gli articoli trovi il link sul titolo della canzone nel corpo del testo.
    Ciao! :)

  4. Commento di Claudia on 29 Luglio 2009 10:37

    andrò a rileggere l’Amleto e riascolterò i La Crus… trascurati da un pò di tempo…….. grazie!!!!

  5. Commento di Marzia on 30 Luglio 2009 10:37

    Che dire? Molto bello, davvero. Mi tocca sentire la canzone a questo punto, perché mica la conosco!. Però complimenti, dear fellow, una gran bella penna. Posso farti scrivere le recensioni dei prossimi spettacoli?

    marzia
    ps: comunque shakespeare è bravo.

  6. Commento di Francesca on 6 Agosto 2009 17:38

    Grazie Stè, finalmente porti in lettere i tuoi pensieri ed emozioni. Penso spesso che dovresti farlo, ed il fatto che tu abbia iniziato (iniziato per quanto ne so io) da questo pezzo splendido dei La Crus è … giusto, come abbracciare anche il teatro con questi pensieri.

    Un abbraccio
    Francesca

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