Ascanio Celestini a Roma il 27 settembre
“Il Teato dell’Angelo” sarà il palcoscenico che Ascanio Celestini tornerà a calcare a Roma, domenica 27 settembre 2009.
L’occasione è quella di presentare il suo nuovo libro, “Lotta di classe”, ma anche quella per recitare i suoi “Racconti”.
Difficile prevedere ciò che accadrà sul palco, visto che a conoscere un pò Ascanio Celestini, si ricorda in fretta quello che pensa di pièce teatrali come questa – “La maggior parte di queste storie sono passate o passeranno per la trasmissione Parla con me di Serena Dandini. Qualcuna proviene dalla tradizione popolare, ma tutte hanno in comune l’improvvisazione. Salgo in scena senza copione e scaletta”.
Si sa che l’appuntamento è alle 18, appunto per la presentazione di “Lotta di classe”. Si sa che l’indirizzo è via Simone de Saint Bon, dove sorge appunto “Il Teatro dell’Angelo”, dal nome di Angelo Moratti, Presidente dell’Inter negli anni ‘60, papà di Massimo (l’attuale Presidente nerazzurro) e di Bedi, a cui si deve la rinascita del teatro stesso, avvenuta intorno agli anni ‘90 (con l’inaugurazione affidata a Vittorio Gassman).
Matteo D’Agostino sarà l’accompagnatore musicale di Celestini.
Recita così il comunicato stama dell’evento: “Da oltre dieci anni ascolto storie e racconto storie. Sono due azioni differenti. Per la prima devi stare in silenzio davanti a qualcuno, per la seconda c’è bisogno che qualcuno stia in silenzio davanti a te. Non serve un silenzio speciale. In quel silenzio si può ridere o commuoversi. Forse ci si può anche distrarre se la distrazione dal racconto che ascolti ti suggerisce altre storie, le tue.
Tra l’ascolto e il racconto ci sta la scrittura che spesso scivola un po’ da una parte e dall’altra. Certe storie diventano libri e spettacoli pieni di personaggi dove la storia del passato ha spesso un ruolo importante. Altre restano minime e hanno un corpo che le fa assomigliare alla canzonetta. C’è un solo personaggio, al massimo un paio. C’è un meccanismo semplice che si ripete come un ritornello in mezzo alle strofe. A volte c’è un piccolo paese governato dal partito dei corrotti e dal partito dei mafiosi, una volta in quel paese scoppia un’epidemia e vengono interpellati i presidenti della congregazione dei cittadini contro le minoranze razziali, sessuali e ideologiche. In quel piccolo paese il re si mette la corona per nascondere la testa pelata, la multinazionale del chiodo si allea con la multinazionale della fede e a scuola si danno lezioni di fila indiana.”
Mi sembravano le uniche parole adatte per un invito.
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