Che vita difficile!
Alfiero Alfieri, grande erede di Checco Durante e ultimo esponente della tradizione teatrale romanesca, torna in scena nella Capitale. E questa volta non si rifà ai classici del passato ma rappresenta un suo testo, concepito a misura della sua lingua e delle tematiche e problematiche attuali che attraversano la società, spesso fonti di estremo umorismo.
“Che vita difficile!”, l’ultimissima commedia di Alfieri, sarà in scena al Teatro Anfitrione di Roma fino all’8 novembre con un cast di grande esperienza che accompagna l’attore da molti anni.
La storia si snoda attorno alla, non poco patriarcale, famiglia Anselmi composta da papà Natale – Alfiero Alfieri – mamma Pasqua e i figli Lena e Franco. L’inizio della commedia sembra voler disegnare una tipica, tranquilla famiglia degli anni Sessanta, ma ben presto emergeranno gli “altarini” della piccola di casa. Lena ha avuto un figlio prima del matrimonio. Occorre dirlo a papà Natale, rigido e all’antica, ma con un cuore d’oro. Franco, il figlio, decide di sostituirsi a Lena fingendosi lui il figlio fedifrago. Mamma Pasqua si dispera. La disinvoltura di Franco che spiega l’accaduto al papà innesca una serie di gag da risate a getto continuo. Si scatena poi il finimondo quando arriva un’ospite inattesa, la futura suocera Matilde. Per far venire a galla la verità esploderanno equivoci a catena, impennate comiche…… fino alla doppia sorpresa finale.
Una vita dedicata al palcoscenico: Alfiero Paliani (in arte Alfiero Alfieri), classe 1942, comincia la sua esperienza formativa come imitatore e show-man nel 1957, accanto a grandi maestri dell’avanspettacolo quali Aldo Fabrizi, i fratelli De Vico, Cecè Doria, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. In quel contesto approfondisce l’arte dell’improvvisazione e impara come abbattere “la quarta parete”, capacità che gli consente tuttora l’esclusività nel panorama teatrale italiano di dialogare con lo spettatore.
In un cammino teatrale che va avanti fino al 1989, Alfieri rappresenta diverse commedie di prosa in dialetto romano, alternando testi della drammaturgia classica dialettale a testi propri e aprendo una scuola di prosa in romanesco per salvaguardare il patrimonio dialettale.
Nel 1999 Alfieri ha festeggiato i suoi quarant’anni di attività istituendo il “Premio Aldo Fabrizi: un impegno per Roma”.
Attualmente collabora con la casa di cultura Italiana a Perth (Italo-Australian Welfare & Cultural Centre Inc. – IAWCC) quale cultore della lingua dialettale romana.
Tuttora, nei suoi spettacoli, Alfieri conserva nel suo bagaglio scacciapensieri l’abitudine ad improvvisare a diretto contatto con il pubblico, ad usare gli spettatori come “spalle” con quel suo modo bonario di sfottere e colloquiare in ogni momento possibile.
Lo spettacolo è in scena dal 20 ottobre al Teatro Anfitrione di Roma, in via di San Saba, 24, zona Aventino.
Orario Spettacoli e prezzi:
dal martedì al venerdì ore 21.00 (Intero – Ridotto € 18)
sabato – ore 17.00 e 21.00 (Intero € 25 – Ridotto € 20)
domenica – ore 17.00 (Intero € 25 – Ridotto € 20)
Info e prenotazioni: 366.4540073
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