Editors: The racing rats da The end has a start
Manhattan, 11 settembre 2001, più o meno le otto del mattino.
Qualcuno, forse con una tazza di caffè in mano, attraverso una finestra delle Torri Gemelle, osserva l’alto dei cieli, senza immaginare che New York, in pochi minuti, diventerà il Nord e il Sud del mondo.
Qualcuno che, come facciamo un po’ tutti i giorni, con malcelata noncuranza, affronta stancamente i propri pensieri: la sommessa deriva del riesame mattutino della vita, prima del lavoro, prima che sia sempre tutto come al solito…
Alba, risveglio, necessità, lavoro, sorrisi, battute, pausa, riunione, telefonate, rientro a casa, cinema, cena…
Tramonto, la Notte: buuuuuuuuuuuuuuuuuuum!!!
The racing rats (http://www.youtube.com/watch?v=UNriwC37qog) degli inglesi Editors, tratta dal loro secondo album, The end has a start (2007), si presta perfettamente a raccogliere gli ultimi pensieri di un condannato a morte, involontario pedone del destino, che si trova al posto sbagliato nel momento sbagliato, in mezzo ai grattacieli, al riparo dai riflessi del sole, con i giochi di luce del cielo piantati in mezzo agli occhi.
Siamo nel pieno di un incubo ad occhi aperti: dopo i rimpianti e prima del commiato.
Strizzando l’occhio agli U2, soprattutto quelli di Boy e di October, senza disdegnare le lezioni del primo The Edge, quello che non poteva evitare di suonare “sul bordo” e dei Joy Division – Ian Curtis, se fosse vissuto abbastanza per riuscire a cantare negli stadi, avrebbe probabilmente chiesto a Tom Smith di fargli da corista per le note più alte – gli Editors, attingendo a piene mani dalla New Wave anni ‘80, si siedono a buon diritto alla mensa presunto-dark occupata dai Franz Ferdinand e, soprattutto, dagli Interpol, che ne restano comunque gli indiscussi capotavola.
Ma, per questo pezzo, il tributo maggiore, soprattutto dal punto di vista del testo, è per i grandissimi Smiths di There is a light that never goes out (http://www.youtube.com/watch?v=INgXzChwipY): indubbio che vi sia una discendenza tra l’agognato “crash” dell’autobus delle parole di Morrissey e il “crash” dell’aeroplano, che “se cadesse dal cielo, chissà che buco farebbe, nella superficie della terra”, come racconta, meravigliato, il rassegnato protagonista del testo di Tom Smith.
Quando la nave affonda i topi scappano (The racing rats), ma, evidentemente, qualcuno rimane in trappola!
NB: A seguire, resoconto di una prossima esibizione live degli Editors..
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