Strati della Cultura 3.0
Ha preso il via ieri l’appuntamento annuale dell’ARCI in tema di proposte sulla “promozione culturale” rivolte al mondo delle istituzioni, della politica, della cultura.
Dal 5 al 7 novembre Bologna ospita la manifestazione “Strati della Cultura 3.0 – La Cultura è una risorsa. E le risorse per la Cultura?” in quattro diverse sessioni nel cuore della città.
Considerando la Cultura come elemento di coesione sociale, di valorizzazione delle diversità e parte integrante del sistema di welfare, l’ARCI sostiene tutte le iniziative che hanno come obiettivi: il sostegno delle produzioni culturali, soprattutto giovanili ed indipendenti, la semplificazione normativa che riguarda la gestione delle attività culturali, la “promozione culturale” come elemento fondamentale della formazione delle persone, la rottura dei monopoli nel mondo della cultura, l’innovazione delle forme di tutela del diritto d’autore. L’edizione 2009 sarà incentrata anche su come si possa investire nella cultura in tempi di crisi economica. E’ ormai consolidata l’idea che investire nella Cultura sia strategico per sostenere l’inclusione sociale, la creatività e l’innovazione, la conoscenza come strumento per interpretare criticamente la realtà, i processi di sostegno alle diversità culturali e al dialogo interculturale. Quindi, Cultura come insieme di strumenti, produzioni, terreni di elaborazione che hanno come fine ultimo il benessere delle persone e la loro capacità di convivere in città e territori inclusivi e stimolanti.
A questo importante punto di vista si contrappone il dato di fatto che in Italia si investa sempre di meno in questo settore.
Il privato sociale, l’associazionismo di promozione sociale e culturale in particolare, rappresenta oggi una risorsa importante per il “sistema cultura” del nostro Paese anche per la sua capacità di diventare moltiplicatore di energie culturali attraverso le sue reti di spazi, persone e competenze. Co-progettare un nuovo welfare culturale con l’associazionismo di promozione sociale può attivare il necessario dinamismo di un settore che rischia di trovarsi in gravi difficoltà.
L’edizione 2009 di “Strati della Cultura” vuole quindi stimolare un confronto sul DOVE investire nella Cultura, COME fare questi investimenti, CHI deve investire, QUALI nuove risorse saremo in grado di intercettare in Italia e in Europa. Il confronto su questi temi coinvolgerà ancora una volta enti, istituzioni e politica, con grande attenzione al ruolo delle Amministrazioni Locali.
Durante l’edizione del 2007 a Ravenna, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Giovanili, di quello dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Emilia Romagna e del Comune di Ravenna, dell’ANCI e dell’UPI, il tema portante era “Accessibilità nel contemporaneo: giovani-relazioni-diritti-spazi” e la sua declinazione nella creatività culturale. Hanno partecipato intellettuali e operatori culturali, esponenti del mondo della politica e delle istituzioni, nazionali ed internazionali.
L’edizione 2008, che si è svolta a Reggio Emilia il 23 e il 24 ottobre era dedicata agli “Spazi” della/per la cultura. Non solo spazi fisici, ma anche intellettuali, immateriali, virtuali. Architetti, sociologi, operatori, rappresentanti di istituzioni ed enti locali si sono confrontati con lo “sviluppo urbano” e la necessità di sostenere e valorizzare le migliaia di luoghi della cultura diffusa, che nascono spesso dall’autorganizzazione di cittadini e rappresentano una rete insostituibile di imprese piccole e medie, profit e no profit, spina dorsale del “sistema cultura” italiano. Si è parlato di spazi immateriali e virtuali, come nuove frontiere della produzione e della creatività, della diffusione di conoscenza, della commistione di culture e sistemi culturali diversi.
L’edizione 2009, che ha preso il via ieri a Bologna proseguirà fino a sabato 7 novembre.
Per i dettagli del programma: www.arci.it
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