Editors live – 7/11/09, Bruxelles, Forest National

editors livePer la serie “cronache di serate speciali”, gli Editors si presentano al pubblico di Bruxelles in ottima forma…

Come al solito, in Belgio gli orari si rispettano con precisione impeccabile: puntualissimo, quindi, sale sul palco il primo dei due gruppi spalla della serata, i canadesi Wintersleep, a dir poco sorprendenti. A cavallo dell’onda dell’ultimo disco, “Welcome to the night sky”, pubblicato agli inizi del 2009, propongono un rock – wave abbastanza classico, impreziosito dai suoni avvolgenti delle due chitarre e da una certa melanconia presente nella voce del giovanissimo cantante, autore dei testi e principale compositore.

Seguono a ruota i più conosciuti Maccabees, inglesi di Brighton, che divertono notevolmente il pubblico con il loro suono derivato del post punk, con aperture funky, reggae, e, in alcuni momenti, perfino quasi crossover. Nota di merito per la presenza sul palco di Orlando Weeks, cantante considerato tra i più promettenti della sua generazione.

Lo spazio introduttivo prepara degnamente il terreno all’attrazione della serata e gli Editors non deludono le aspettative e si confermano uno dei gruppi più interessanti della scena internazionale.

Controcorrente rispetto ad alcuni resoconti pubblicati sulla stampa specializzata, che minacciavano l’intera esecuzione dell’ultimo disco, seguita da pochi, annoiati bis, i quattro di Birmingham rispettano il copione e regalano al pubblico una sapiente miscela di successi tratti dai primi due album, inframmezzata, soprattutto in apertura e in chiusura di concerto, dalle complesse composizioni di In This Light and On This Evening, pubblicato nel settembre del 2009.

Tastiere e sintetizzatori, dunque, assumono un carattere ornamentale e fanno da comparsa agli intrecci chitarristici che hanno reso famosi gli Editors: sono della partita, fra le altre, Munich, An End has a Start, The Racing Rats e Smokers outside the Hospital Doors. In dissolvenza, Papillon, corposo singolo di lancio dell’ultima opera.

Da segnalare, pur non mancando i riferimenti, la scelta di non eseguire cover: gli Editors puntano al divertimento – il maxischermo dona decisamente a Tom Smith, che, inaspettatamente, si dimena non poco! – e accontentano la platea, prima di interrogarsi sulle destinazioni future della loro carriera.

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