Joy Division: Atrocity Exhibition da Closer (1980)
Un teatro, o qualcosa che gli assomiglia. Una buca d’orchestra, o almeno così sembra.
Il tempo è definito dal buio, lo spazio, al contrario, è illimitato. L’ascissa e l’ordinata dell’infinito, infinito perché mai potrà finire.
La sala pare gremita, ma nessuno guarda, nessuno parla, nessuno osserva, nessuno respira, nessuno… Semplicemente, Nessuno è, ora. E, per ora, soltanto il Nulla.
Solitarie anime dal corpo smarrito, attendiamo, nella speranza che qualcosa succeda. Perchè, anche se non c’è nessuno, qualcosa dovrà pur succedere. Altrimenti non saremmo qui, attanagliati dal dubbio, indecisi tra i vizi della realtà e le virtù del sogno. (continua…)








P.J. Harvey abbraccia il Duemila costruendo quello che è probabilmente il suo incubo più visionario.
Per gli amanti delle classifiche, London Calling compare nella lista dei 500 migliori album compilata da Rolling Stone alla posizione numero 8 ed è considerato, sempre da Rolling Stone, come il migliore album degli anni ‘80.
Manhattan, 11 settembre 2001, più o meno le otto del mattino.
Dopo il boom del disco di debutto (Silent Alarm, 2005), i Bloc Party sono attesi all’esame del “secondo disco” (A weekend in the city, 2007)…
Julian Plenti è il nome che Paul Banks, il cantante degli Interpol, ha scelto di usare per il suo esordio da solista, Julian Plenti is…Skyscraper.
Capita spesso di sognare di volare.
La prima canzone del disco.
Ci sono canzoni che SEMBRANO.